Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato
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Omar è uno di questi. Ha 17 anni ed è guineano. Quando è arrivato in Italia, è stato accolto in una comunità per minori in provincia di Siracusa. «Sono stato fortunato due volte: la prima perché sono sopravvissuto al viaggio; la seconda perché ho trovato un posto in cui posso portare avanti il mio progetto di vita e i miei sogni». Omar è ambizioso: vuole frequentare il liceo linguistico e lavorare nel turismo. «Ho da poco iniziato un tirocinio in un albergo, con la promessa dell’assunzione e oggi vedo il mio obiettivo più vicino».
A Palermo, Famara e Lamin hanno ricevuto una proposta di contratto di lavoro a tempo indeterminato nelle aziende in cui hanno svolto il tirocinio: il primo lavora come magazziniere in un’azienda attiva nel ramo informatico, mentre il secondo è operaio in un’impresa del campo sanitario. Famara e Lamin sono due dei 15 ragazzi che hanno da poco concluso i percorsi di orientamento e tirocinio proposti dal progetto “Ragazzi Harraga”. Tutti hanno un’età compresa tra i 16 e 19 anni e sono arrivati in Italia da soli, da non più di 24 mesi. Alcuni sono stati inseriti nell’ambito della ristorazione, altri in quello metalmeccanico: Giuseppe Lombardo, titolare dell’omonima Autofficine Lombardo di Palermo, è stato uno dei primi imprenditori a rispondere alla chiamata di CIAI, accompagnando un Ragazzo Harraga nel suo percorso di formazione.
«In autofficina ha svolto il tirocinio un ragazzo della Guinea Bissau – racconta Lombardo –: è un grande lavoratore e nei tre mesi di formazione è cresciuto. Purtroppo non posso assumerlo, ma mi impegnerò affinché trovi un lavoro: lo consiglierei a chiunque avesse bisogno. Questi ragazzi hanno vissuto una realtà che non possiamo neppure immaginare: è nostro dovere aiutarli, dar loro un’opportunità per salvarsi dalla strada, dalla criminalità e dai pericoli, come facciamo con i nostri figli».
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